Xenopoiesi: Giulia Casartelli, Clementina.

Clementina. Clementina lasciava che fosse la luce del sole a svegliarla da quando aveva preso possesso di quell’ala della villa. L’aveva scelta perché guardava l’est e per la vasca da bagno. Un’enorme vasca da bagno in ceramiche di Capogrossi. Quando era bambina, la nonna le raccontava sempre la storia di quella vasca. La ricordava seduta…

Istanbul

“Non voltarti mai” mi disse, mentre mi allontanavo ancora sconvolto dalla paura, marmorizzato negli arti e nel pensiero da quell’imboscata. La rabbia non aveva ancora preso piede, non aveva ancora attecchito in alcun modo nelle mie colate laviche di ragionamento, nel mio ininterrotto flusso di spiegazioni, di interpretazioni. Era accaduto qualcosa di imprevisto, così difficile…

Xenopoiesi: Giustina Selvelli, “Per chi canta il muezzin a Veles?”

Veles giunse a me per la prima volta molti anni fa sotto forma di visione semimistica quando, travolta da un’ondata di energia improvvisa ed abbagliante, mi svegliai in un’alba di fine luglio a bordo di un treno che mi portava da Belgrado a Salonicco, percependo la presenza di quel luogo in tutto il suo potenziale…

Xenopoiesi: Martina Cubi, “Ossessioni e altri passatempi”

Il cavoletto di Bruxelles Lo aspetto per cena. Mi sono preparata per tutto il pomeriggio. Capelli, trucco, un vestito nuovo e un bel paio di orecchini appariscenti per far risaltare l’ovale del viso. Tacchi, poi ciabatte, poi tacchi. Poi ho pensato che le ciabatte mi danno un’aria più accogliente. Ho fatto le fajitas e il…

Ottobre

Ottobre Quando i colori, allentati, non potevano lenire i venti, che incolleriti smarrivano i miei versi in parole disseminate e ti giungevano mute, venature di sangue indistinguibile in burrasche tempestate di rosso, in quel vermiglio adulterato che colava palustre tra le fronde, in dimenarsi, versandosi sulle mie mani in grandinate di pietra. Quando invece adesso…

Rupa

Ci sono semplicemente delle persone che vanno comprese, comprese e basta. È inutile stendere migliaia di versi immaginari nel tentativo di smussare quei loro algoritmi complessi e risoluti, quegli ingranaggi che a stento macinano tra i loro denti i denti di altre ruote sempre più gravi e pesanti, sempre più lente. Ci sono personalità ormai…

Ladro

Era la sera giusta. Lo sentivo, mi gorgogliava nelle mani un formicolìo inconsueto. Avevo fumato la prima sigaretta una ventina di sigarette fa, quando ancora c’era la luce. Quello era il giorno in cui avrei capito tutto. Avevo maledettamente paura di quel giorno, come ogni giorno prima di quello. Era per questo che bevevo, era…

Xenopoiesi: Roberto Marino Masini, versi inediti.

Con grande piacere questa settimana Escripta ospita alcuni versi inediti del poeta Roberto Marino Masini. Un pennello che dipinge senza sbavature né orpelli, una penna dal tratto sincero e fertile, ma mai frondoso. Per conoscere meglio la sua poesia puoi cercare le sue pubblicazioni: Un profondo delicato (2002), Il tempo ci attraversa (2006), La delicatezza di un piacevole…

Porta sulle nuvole.

Come si può scrivere il silenzio? Come lo si può descrivere? Quali sono le parole che traghettano sulle sponde di carta la sterminata pace che si prova quando si rimane immersi nelle acque della gratitudine, della pace? Come si possono usare delle esili macchie nere per comporre un colore? Rimango a lungo a guardarti, mentre…

Danza d’orizzonte

Questo è il momento che preferisco in laboratorio. Adesso, quando tutti hanno già lasciato gli uffici e corrono a cercare la propria automobile, per poi infilarsi nel traffico come un’ago in un tessuto scuro, affollato di crune con lunghe code di cotone che balzano incurvandosi come delfini emersi, come in un continuo stantuffare di persone…